Pubblicato da: VBP | 19 marzo 2016

BUONA PASQUA 2016

Gli auguri da tutto il Direttivo per voi, i vostri cari, e per l’ambiente in cui viviamo, il nostro bene comune.

risparmio-idrico-pasqua  520

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Acqua. grassi , tariffe adeguate per migliorare il sistema idrico. primi commissari del governo già al lavoro grazie a “sblocca italia”

(http://italiasicura.governo.it/site/home/news/articolo1052.html#italiasicura)

SEDIMENTATORE 2 CANELLI WEB

12/01/2016

“Il 15 dicembre scorso la Commissione europea, visti i gravi ritardi dell’Italia nel rispetto della direttiva comunitaria che prevede da oltre dieci anni la messa a norma dei sistemi fognari e depurativi, ha comunicato al Governo che nei prossimi mesi proporrà alla Corte di giustizia europea l’importo delle sanzioni che l’Italia dovrà pagare per non aver risolto i problemi accertati dalla sentenza di condanna del 2012 per 72 agglomerati urbani, situati principalmente nel mezzogiorno; una situazione di crisi diffusa, come è possibile verificare anche dalle informazioni che abbiamo deciso di mettere online sul nostro portale dell’acqua ( www.acqua.gov.it )”. Parte da questo recente passaggio l’analisi di Mauro Grassi, responsabile della Struttura di Palazzo Chigi #italiasicura che si occupa dello sviluppo delle infrastrutture idriche oltre al dissesto idrogeologico.

“Quindi, ha continuato Grassi, se da un lato nel 2016 cominceremo a pagare salate sanzioni, dall’altro gli investimenti necessari a scongiurare le stesse sanzioni stentano ancora a decollare. L’obiettivo è raggiungere livelli di investimento nel sistema idrico simile agli altri paesi europei, e passare dagli attuali 36 euro/abitante almeno a 50 euro/abitante per avvicinarsi agli 80/90 euro/abitante dei paesi più virtuosi del contesto europeo. D’altra parte, secondo Grassi, la sola crescita tariffaria non è sufficiente a risolvere le problematiche di sviluppo delle infrastrutture idriche; le Regioni che presentano il maggior numero di situazioni di infrazione comunitaria sulle fognature e sulla depurazione sono infatti quelle che non hanno attuato la riforma della governance del settore. Se da un lato è necessario che la tariffa cresca in alcune aree del Paese dove i costi del servizio sono storicamente troppo bassi o completamente evasi, è altrettanto importante che si arrivi alla completa attuazione della normativa sulla governance del settore idrico. E’ facile immaginare che anche triplicando le tariffe, senza un gestore efficiente, organizzato e capace di realizzare economie di scala, gli investimenti potrebbero non crescere proporzionalmente alle disponibilità finanziarie e le risorse potrebbero essere disperse in interventi troppo frammentati. Prova tangibile della incapacità di spesa, pur in presenza di risorse, sono i 3,2 miliardi di euro (2,8 miliardi di euro solo per il sud) stanziati per quasi 900 opere tra depuratori, fognature e acquedotti che non sono ancora state nemmeno avviate a gara. Il Governo, che ha messo fin dall’inizio in agenda lo sviluppo delle infrastrutture idriche, è intervenuto con lo “Sblocca Italia”, ponendosi un duplice obiettivo: risolvere il problema strutturale, fissando paletti ben definiti per la costituzione degli Enti di governo degli ambiti, e affrontare la situazione emergenziale prevedendo la possibilità di ricorrere all’azione dei Commissari di Governo per accelerare l’attuazione degli interventi, già completamente finanziati, necessari a superare le procedure di infrazione. Una scelta che ha un impatto considerevole soprattutto sugli interventi da 1,6 miliardi di euro stanziati dalla Delibera CIPE 60/2012 con l’obiettivo di superare le infrazione europee, dei quali 1,1 miliardi di euro solo per la Regione Siciliana”.

“Ad oggi, ha concluso Grassi, grazie alle scelte fatte dal Governo e inserite nello “Sblocca Italia” sono stati nominati commissari governativi per la realizzazione di fognature e impianti per la depurazione nelle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Sicilia. In particolare, in Sicilia il valore degli interventi oggi passati nella gestione del commissario è di oltre 600 milioni di euro. Con i “patti per lo sviluppo” poi, il Governo continuerà a garantire investimenti pubblici nelle situazioni ancora a rischio di sanzioni europee. Segnali chiari della volontà dell’esecutivo di raggiungere risultati concreti in tempi brevi anche nella gestione e nel miglioramento del sistema idrico, riposizionando l’Italia allo stesso livello degli altri partner europei ed evitando di dover sopportare ancora le pesanti sanzioni che a breve ci arriveranno da Bruxelles”.

 

Pubblicato da: VBP | 11 dicembre 2015

BUONE FESTE

Tanti auguri di Buone Feste a tutti i soci e simpatizzanti

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Pubblicato da: VBP | 7 dicembre 2015

LE FOTO FELLA MARCIA

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LE FOTO DELLA MARCIA PER IL CLIMA

Pubblicato da: VBP | 18 novembre 2015

MARCIA PER IL CLIMA 29 Novembre 2015 ore 14,30

Report Ghiacciobollente_wwf_2015

Io c’ero… Partecipa anche tu alla marcia potrai dire io c’ero. Il cambiamento climatico sta devastando il nostro pianeta  Terra. Camminiamo con il resto del mondo per salvare il futuro    

Una marcia contemporanea in tutte le città del mondo per dire ai potenti della terra che si riuniranno il 30 novembre a Parigi,  che sul clima prendano decisioni serie ed immediate.

Decisioni sui nostri comportamenti  nei riguardi della nostra terra, per permettere alle generazioni future, figli e nipoti e per far si che il nostro pianeta sia ancora vivibile,  con risorse di acqua, aria e cibo sufficienti per tutta l’umanità

VALLE BELBO PULITA VI INVITA con tutti i vostri labari, bandiere, e gagliardetti  per una marcia serena lieta e colorata

CANELLI FARA’ LA MARCIA

Locandina-Cambi-Climatici-Sito

Nel rapporto annuale che censisce i migranti dei disastri naturali, si parla anche di cambiamento climatico come acceleratore delle catastrofi future

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Quasi 20 milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case a seguito di inondazioni, tempeste e terremoti nel 2014: circa 62mila migranti al giorno. È un problema, quello deidisastri naturali, che rischia di aggravarsi a causa del cambiamento climatico. Ma anche è un problema che potrebbe essere ridimensionato, se soltanto si costruisse con maggiori accorgimenti e criteri più restrittivi. Così conclude il rapporto del Consiglio norvegese per i rifugiati, che ha rilasciato il rapporto “Global Estimates 2015 – People Displaced by Disasters”.

Il testo spiega che proviene dall’Asia, continente particolarmente soggetto ai disastri naturali, quasi il 90% dei 19.3 milioni di sfollati nel 2014. I tifoni in Cina e nelle Filippine e le inondazioni in India, sono all’origine di queste migrazioni forzate di massa. Solo 1.7 milioni di persone hanno dovuto lasciare la propria terra a causa di eventi legati alla geologia: il motore delle migrazioni sono gli eventi meteorologici.

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«Il problema dei profughi legati alle catastrofi minaccia di peggiorare nei prossimi decenni», ha detto Alfredo Zamudio, direttore dell’Internal Displacement Monitoring Centre del Consiglio.

 

Secondo il rapporto, dal 2008 sono in media 26,5 milioni le persone migranti ogni anno a causa delle calamità, e anche se nel 2014 il numero è più basso, i dati del Consiglio per i rifugiati norvegese individuano comunque una crescita nel lungo termine.

«La nostra analisi storica rivela che oggi vi è il 60% di probabilità in più di essere costretto a emigrare a causa delle calamità rispetto al 1970 – ha dichiarato Zamudio – Il cambiamento climatico è destinato a svolgere un ruolo forte in futuro, aumentando la frequenza e l’intensità di tali pericoli».

 

Oltre agli eventi climatici estremi in rapida crescita, il report nota che gli insediamenti costruiti in zone vulnerabili ai disastri naturali stanno mettendo a rischio sempre più persone. Veri e propri episodi di devastazione potrebbero colpire le aree intorno a megalopoli fatiscenti come Città del Messico, Mumbai, Karachi e Port-au-Prince.

L’unica carta da giocarsi è la prevenzione. Eventi meteorologici estremi hanno investito Haiti e Cuba con risultati diversi, nota William Lacy Swing, direttore generale dell’OIM, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni che ha raccolto i dati per il report. Più di 300 mila persone sono morte nel terremoto del 2010 ad Haiti, 60 mila ancora oggi vivono ancora nelle tende. Invece, «Cuba è molto ben preparata per affrontare i disastri: uragani, tifoni, qualunque cosa. Hanno un sistema di accoglienza e di informazione pubblica, tutti sanno cosa fare quando arriva la calamità», ha spiegato Swing.

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Tuttavia, non sono soltanto i Paesi poveri a patire le conseguenze degli eventi estremi: il caso più eclatante riguarda il Giappone, dove circa 230 mila persone ancora oggi non possono tornare a casa per gli effetti del mix di terremoto e tsunami che nel 2011 ha portato al cataclisma di Fukushima. Dopo il passaggio dell’uragano Sandy (2012), inoltre, più di 50 mila persone negli Stati Uniti hanno ancora bisogno di assistenza abitativa.

La maggioranza delle persone in fuga dalle calamità rimane all’interno del proprio Paese, ma anche qui si trova talvolta ad affrontare un crescente sentimento xenofobo, soprattutto nel mondo sviluppato.

PIEMONTE

Direzione agricoltura Direzione Ambiente, Tutela e Governo del Territorio

Resoconto Riunione –  Torino 4 AGOSTO 2015

In data 4 agosto 2015 presso la sede dell’Assessorato Agricoltura, Caccia e Pesca si è tenuta, su richiesta del Presidente dell’Associazione “Valle Belbo Pulita” (AVBP) una riunione allo scopo di affrontare gli aspetti riguardanti le criticità ambientali che si manifestano, soprattutto nel periodo di vendemmia, nel bacino idrografico del Torrente Tinella.

Apre la riunione l’Assessore G. Ferrero che, dopo aver richiamato le motivazioni che hanno portato alla convocazione dell’incontro invita il Presidente dell’AVBP, Sig. G. Scarrone, ad illustrare la situazione.

Il Sig. G. Scarrone, dopo aver consegnato ai presenti una relazione del Dipartimento Arpa di Cuneo (Anno 2011) e alcune foto recentemente scattate riguardanti le criticità in argomento, fornisce ai convenuti un quadro sintetico della situazione evidenziando in particolare la non adeguatezza del sistema di collettamento e depurazione insistente nei Comuni della Val Tinella. Esprime inoltre, a fronte della suddetta criticità, forte preoccupazione per ulteriori problemi che potrebbero verificarsi, in termini di qualità ambientale del Torrente Tinella, nel corso dell’imminente periodo di vendemmia. Evidenzia infine la necessità, al fine del raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale del suddetto corpo idrico (ai sensi della Direttiva quadro sulle acque – 2000/60/CE), di valutare la possibilità di realizzare specifici interventi entro la scadenza del 2021.

I Rappresentanti della Direzione regionale Ambiente (dott. P. Mancin ed ing. A. Leo) informano i convenuti che, nell’ambito della definizione delle future Misure da inserire nel Piano di Gestione del Fiume Po (approvazione entro 31/12/2015), sono stati recentemente effettuati degli incontri con i Referenti delle Autorità d’Ambito Piemontesi e che per quanto riguarda l’ATO4 – Cuneese la risoluzione della criticità relativa allo stato di qualità del Torrente Tinella è stata segnalata come prioritaria. Chiariscono inoltre come la criticità in argomento sia stata principalmente causata da un consistente sviluppo dell’attività produttiva in generale, vitivinicola e turistica in particolare, e dal fatto che parallelamente a tale sviluppo non sia stato dato corso ad un potenziamento delle infrastrutture di collettamento e depurazione ed in particolare di quelle a servizio delle attività vitivinicole. Evidenziano inoltre come il Servizio Idrico Integrato (SII), in qualità di servizio destinato prevalentemente ad un’utenza civile, possa farsi carico delle esigenze dei produttori vitivinicoli solo fino al concorrere della capacità residua dei sistemi di depurazione che insistono nell’area in questione ed in particolare nei territori dei Comuni di Neive, Neviglie e Trezzo Tinella (gestione TECNOEDIL S.p.A.). Forniscono infine ai presenti informazioni sulle linee di intervento che sono state prospettate dall’A.ATO 4 – Cuneese nei territori dei Comuni della Val Tinella ed in particolare:

  1. Interventi di razionalizzazione del sistema di collettamento e depurazione consistente in un progetto generale per l’intercettazione ed il collettamento dei reflui provenienti dalle numerose Fosse Imhoff dei Comuni di Neive, Neviglie e Trezzo Tinella. Per tale intervento esiste uno studio di fattibilità (2012) che prevede il conferimento dei reflui, attraverso l’estensione dei collettori fognari esistenti e l’eliminazione delle suddette fosse Imhoff, all’impianto di depurazione centralizzato di Santo Stefano Belbo (gestito da SISI S.r.l. e di potenzialità pari a circa a 125.000 a.e.). Il costo complessivo di tale intervento, come indicato del Programma degli Interventi (PdI) dell’ATO 4, per il periodo 2014-2017, ammonta a 6,5 milioni di euro.
  2. Intervento per l’eliminazione delle Fosse Imhoff nelle Fraz. Valledoglio, Bricco e Pallareto nel Comune di Neive e realizzazione di un tratto di fognatura per l’allacciamento a al collettore che porta all’impianto di depurazione centralizzato di Santo Stefano Belbo.

L’intervento di cui suddetto punto 2, che permetterebbe di risolvere parte della criticità in questione (20%) ed il cui costo ammonterebbe a circa 0,5 milioni di euro, è ritenuto prioritario dai Rappresentanti dell’AVBP (dott. U. Gallo Orsi e dott. F. Carillo) che pertanto auspicano un sollecito avvio delle fasi progettuali necessarie per la sua realizzazione.

I Rappresentanti della Direzione Ambiente evidenziano che sono già in corso verifiche sulla possibilità di avviare al più presto le suddette fasi da parte dell’ATO4- Cuneese che inoltre ha già segnalato a TECNOEDIL S.p.A. la suddetta priorità di intervento. Nel ribadire che per risolvere in modo definitivo il problema oggetto della riunione sia necessario agire  sinergicamente e quindi anche attraverso un concreto coinvolgimento del sistema produttivo della Val Tinella, propongono ai convenuti di costituire nell’ambito del “Contratto di Fiume del Torrente Belbo” uno specifico Tavolo Tecnico che, con il contributo di tutti i Soggetti a vario titolo coinvolti, avvii le seguenti attività:

  • censimento delle attività vitivinicole della Val Tinella ed in particolare dei Comuni di Neive, Neviglie e Trezzo Tinella, al fine di verificarne gli effettivi apporti quali-quantitativi e le relative modalità di smaltimento anche attraverso l’incrocio dei dati ARPA e ASL;
  • verifica delle infrastrutture di collettamento e depurazione insistenti nella Val Tinella;
  • individuazione delle criticità/carenze infrastrutturali;
  • verificare la possibilità di procedere con forme di consorzialità delle attività produttive;
  • individuazione, secondo criteri di priorità, di specifici interventi di razionalizzazione e potenziamento sistemi di fognatura e depurazione insistenti nel Bacino idrografico Belbo-Tinella;
  • valutare la possibilità di realizzare sistemi di stoccaggio e/o pretrattamento presso i produttori vitivinicoli;
  • delineare la possibilità di rivedere le attuali autorizzazioni concesse ed livelli tariffari attualmente applicati;

L’Assessore A. Valmaggia nel concordare sulla proposta dell’attivazione di uno specifico Tavolo Tecnico segnala come le difficoltà sulla programmazione di interventi del Servizio Idrico Integrato nella Valle Tinella, e nell’ATO4 – Cuneese, siano in parte ascrivibili al fatto che le Gestioni SII in essere sono in fase di scadenza (2017). Segnala inoltre che su tale situazione c’è la massima attenzione da parte di tutte le componenti istituzionali, che entro fine 2015 si confronteranno per delineare l’assetto gestionale più idoneo ed efficiente in materia di SII, nell’ATO4 – Cuneese.

L’Assessore G. Ferrero ed il dott. F. Olivero (Direzione Agricoltura) condividono quanto proposto e informano i presenti come il PSR abbia sempre contemplato misure di supporto per le attività vitivinicole e confermano tale attenzione anche per il futuro. Infatti il PSR 2014-2020, la cui approvazione è prevista entro l’autunno 2015, conterrà specifiche misure atte a sostenere le attività vitivinicole. L’assessore G. Ferrero ricorda però che il PSR non può sostenere interventi per l’adeguamento alla legislazione vigente.

Prendono a questo punto la parola i Sindaci dei Comuni di Neive, Neviglie e Trezzo Tinella che evidenziano preoccupazione per l’entità del problema che investe i rispettivi territori e per l’onerosità degli interventi necessari per il suo superamento, soprattutto considerata le dimensioni medie ridotte delle singole attività produttive e della orografia locale. Nel fornire la propria disponibilità a collaborare concordano sulla necessità di attivare, subito dopo il periodo di vendemmia ormai imminente, il Tavolo Tecnico proposto. Si rendono inoltre disponibili ad avviare iniziative per informare/sensibilizzare i produttori vitivinicoli sulle problematiche in argomento.

In conclusione gli Assessori G. Ferrero e A Valmaggia, nell’esprimere soddisfazione per l’analisi effettuata in merito alla criticità della Valle Tinella e per le proposte emerse nel corso della riunione, ritengono necessario avviare, subito dopo il prossimo periodo di vendemmia, le fasi di analisi e verifica sopra delineate ed assicurano l’impegno ed il supporto delle Strutture tecniche regionali nell’ambito del Tavolo Tecnico proposto, al fine di individuare le soluzioni più efficaci per superare la situazione di criticità ambientale/infrastrutturale della Valle Tinella (Bacino Idrografico Belbo-Tinella).

Concordano infine sul fatto che il suddetto Tavolo Tecnico debba agire nell’ambito del “Contratto Fiume Belbo” e ne auspicano una prima riunione entro la prima decade del prossimo mese di ottobre.

Alle ore 18.45 si conclude la riunione.

Elenco dei Partecipanti

ENTI Nome
Assessore regionale all’Agricoltura Giorgio FERRERO
Assessore regionale all’Ambiente Alberto VALMAGGIA
Sindaco Comune NEIVE Gilberto BALARELLO
Sindaco Comune NEVIGLIE Roberto SAROTTO
Sindaco Comune TREZZO TINELLA Silvia GIOELLI
Associazione “Valle Belbo Pulita” Giancarlo SCARRONE
Associazione “Valle Belbo Pulita” Umberto GALLO ORSI
Associazione “Valle Belbo Pulita” Flavio CARILLO
Direzione AGRICOLTURA Franco OLIVERO
Direzione AMBIENTE Paolo MANCIN
Direzione AMBIENTE Aldo LEO

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Alla attenzione della 5^ commissione del Consiglio Regionale del Piemonte

Palazzo Lascaris via Alfieri n. 15  10121 Torino

Osservazioni sul Piano Regionale Gestione dei rifiuti urbani e dei fanghi di depurazione 2015- 2020

Premessa

Informazione ed educazione ambientale

Si suggerisce di avviare una puntuale opera di informazione e di educazione ambientale da parte delle Istituzioni territorialmente competenti (Regione, Province e Comuni), da avviare con il supporto delle associazioni ambientalistiche di volontariato, delle scuole e  di tutte le agenzie educative al fine di  far prendere  consapevolezza sulla impellente necessità di custodire, tutelare l’ ambiente, di ridurre il consumo di materie prime, di differenziare i rifiuti, di non disperderli nell’ ambiente e di evidenziare il potenziale rischio per il territorio dovuto alla  non corretta differenziazione di frazioni di rifiuto  ancora recuperabili e riutilizzabile. L’ambiente è un bene collettivo, patrimonio di tutta l’umanità e custodirlo è responsabilità di tutti.

Capitolo n. 3

Punto 3.1   Incentivi

Si esprime  parere favorevole all‘erogazione di incentivi a sistemi di compostaggio in luoghi pubblici dove tali processi possono essere intesi come laboratori didattici a sostegno formativo  dei soggetti provati.

Capitolo  n. 6

Punto 6.3     I fanghi prodotti nei depuratori

 I fanghi provenienti dagli impianti di depurazione, non possono essere considerati tutti alla stessa stregua. Solo quelli provenienti  unicamente  da insediamenti civili, possono essere usati direttamente in agricoltura e unicamente come ammendanti. (Non deve essere ammesso come  smaltimento).  I fanghi  provenienti da impianti che trattano fanghi di insediamenti misti civili-industriali devono essere pretrattati prima dell’ impiego in agricoltura. Il pretrattamento deve avvenire in idonei digestori anaerobici di biomasse, in grado di eliminare materiali e sostanze non biodegradabili col semplice interramento per ammendare. Inoltre  da questa attività si ottiene un abbondante produzione di biogas che può essere utilizzato per la produzione di energia elettrica che può quindi ridurre i costi di pretrattamento. 

Capitolo  n. 8

Punto 8.1.3     I costi ambientali

Nella valutazione dei costi / benefici delle aziende che si occupano di rifiuti  occorre  anche tenere conto dei costi ambientali.

Capitolo  n. 8

Punto 8.1.5.2    Il compostaggio domestico

Occorre migliorare l’ informazione al cittadino sui vantaggi del compostaggio domestico: arricchimento del terreno di sostanza organica, maggior permeabilità per l‘acqua, riduzione di impiego di concimi chimici, sviluppo nel terreno di microrganismi  attivi. La frazione verde può inoltre essere utilizzata come materiale da pacciamatura che  protegge le coltivazioni dall’ eccessiva evaporazione in estate con conseguente minor impiego di acqua  per irrigazione  e dà protezione dal gelo in inverno.

Capitolo n.8

Punto 8.3.2    Raccolta porta a porta

 La raccolta porta a porta merita di essere estesa il più possibile in quanto permette di collegare la quantità e la qualità del rifiuto raccolto  alla singola utenza, di individuare facilmente il produttore del rifiuto, di applicare nei suoi confronti la tariffa puntuale in modo che egli paghi secondo la quantità e la qualità del rifiuto prodotto. In base a questo principio l’ utente è indotto a contenere e di conseguenza ridurre la quantità dei rifiuti prodotti. La produzione di un rifiuto diventa una precisa responsabilità sociale che non induce il soggetto di chiamare la collettività al pagamento in solido.  Tale sistema è stato applicato in molte realtà europee e vale la pena di ricordare l’esperienza di Contarina  ( http://www.contarina.it/), una società totalmente pubblica che gestisce i rifiuti di 550.000 abitanti  per 50 Comuni ed ha portato ai seguenti risultati:  ottimizzazione del servizio, riduzione dei costi, riconoscimento dell’ utente per l’applicazione della tassa in rapporto alla sua produzione,  recupero di utili dati statistici al fine di razionalizzare il servizio, aumento della percentuale di  rifiuti  differenziati all’ 85%,  aumento conseguente della sensibilità dei cittadini e del senso di appartenenza ad una comunità solidale,  salvaguardia del decoro del territorio  visto come la propria casa, azzeramento del fenomeno dell’ abbandono dei rifiuti lungo le strade perché esse sono viste come un patrimonio pubblico

Capitolo n. 8

Punto 8.3.2   Contenitori

E’ necessario uniformare per macroaree  (territori più ampi  possibili meglio se a livello di ATO) i tempi di raccolta, i modi, i contenitori delle varie frazioni di rifiuto,  in modo che l’ utente possa immediatamente orientarsi nella differenziazione, senza alcuna confusione. Attraverso la marcatura individuale dei contenitori  assegnati a ciascuna utenza o condominio, è possibile assicurarsi che a ciascun contenitore venga utilizzato per la specifica tipologia di rifiuto da ciascun utente . La lettura automatica del codice e il peso del rifiuti  prodotti e la gestione computerizzata delle informazioni offrono possibilità organizzative, gestionali e tariffarie che consentono ed incentivano  la riduzione della produzione di rifiuti, il controllo del costo del sistema di raccolta e l’ottimizzazione del servizio..

Capitolo n. 12

punto 12.1  Situazione attuale

La legge regionale n. 7/2012 prevede che il territorio regionale sia articolato in 4 Ambiti Territoriali Ottimali.  Per quanto riguarda l’ATO 2, coincidente con i territori delle province di AT, AL,  si fa notare che la quantità della raccolta differenziata raggiunta in Provincia di Asti è intorno al 65% quindi di gran lunga superiore di quella della provincia di Alessandria.

E’ opportuno che se un territorio è più virtuoso e fa bene la raccolta differenziata le tariffe debbono continuare ad essere riferite all’obbiettivo raggiunto dalle singole comunità e non pianificate con quelle di un territorio che  differenzia meno.

Se le tariffe fossero pianificate in modo uniforme le comunità virtuose che ora fanno bene la differenziata sarebbero mortificate e disincentivate con il peggioramento della qualità generale.

 per una raccolta differenziata rifiuti a spreco zero
 Il direttivo di Valle Belbo Pulita
Stefania Canton, Umberto Gallo Orsi, Alessandro Negro, Mirella Paci, Claudio Riccabone,  Gian Carlo Scarrone, Romano Terzano

Canelli  (AT) li, 17 /07/2015

Pubblicato da: VBP | 13 agosto 2015

13 AGOSTO 2015 e le risorse rinnovabili

Alluvione-Calabria-Web  Rossano Calabro 12 Agosto 2015 

cliccare sull’immagine per ingrandire 

Oggi 13 Agosto 2015, nel mondo sono stati consumate  tutte le energie che il nostro pianeta può rinnovare nel corso di quest’ anno.  Da domani in poi tutte le energie che consumeremo fino a fine anno,  saranno sottratte alle future generazioni.  Ogni anno questo punto cambia  in peggio si accorcia  sempre più, infatti lo scorso anno risultava essere 17 agosto 2014. Con questo ritmo arriveremo presto al  punto di non ritorno. (Luca Mercalli da La Stampa del 13 Agosto 2013) 

Nel rapporto annuale che censisce i migranti dovuti ai disastri dei cambiamenti climatici,  si attribuiscono ai queste accelerazioni annuali,  come il vero unico componente responsabile dell’accelerazione della desertificazione  nel mondo e degli eventi estremi che quotidianamente si vedono nel mondo  e in tutta l’Italia

Purtroppo per tutti i popoli  e quindi anche per noi Italiani i,  a tutti i livelli,  in tutto il mondo, qualsiasi governo e di qualsiasi colore politico, inopportunamente  ma  consensualmente si nutre dai soggetti forti Economicamente e non Ecologicamente

Il nostro lavoro da fare, quindi è impegnativo perché in un contesto di egoismo indifferenza, ma vale comunque la pena di farlo anche se non è gratificante.  Quanti vi si dedicano intensamente, sanno che è reso per le prossime generazioni.  Il nostro compito, non è solo quello della denuncia e della sensibilizzazione, ma specialmente quello di rendere edotte le giovani generazioni sui loro diritti,  e particolarmente sui loro doveri,  e  comunque, dobbiamo insegnare  loro a pretendere dai loro amministratori il diritto  di un ambiente pulito in tutte le sue componenti.

Si può constatare, che molte volte, i giovani e i cittadini in genere non sanno distinguere ambientalmente, cosa è lecito o cosa è illecito, perché hanno ricevuto dalla nostra generazione pessimi esempi 

Occorre sia collettivamente che  singolarmente  insegnare giovani, alla nostra  generazione e agli anziani  a non praticare l’egocentrismo egoistico,  a non pensare come singoli portatori di tutti i diritti,   ma come soggetti appartenenti ad una comunità  con la coscienza e il pensiero rispettoso  dei diritti altrui,  quelli di cittadini che vogliono essere la parte migliore della comunità

Si sente sempre più parlare di Ambiente di Ecologia in tutti i campi,   tutti i media     parlano di ambiente e…  intanto con l’ambiente qualcuno si è arricchito…e continua ad arricchirsi   ma…il profitto a tutti i costi, non porta mai il bene Ambientale

Gli uomini socialmente impegnati a favore dell’ambiente, per ideali laici o per fede religiosa, comunque si concedono gratuitamente alla gente. Gli altri, gli indifferenti  o i furbi per le stesse motivazioni pensano semplicemente ai fatti loro, magari anche rubando alla natura, e corrompendo chi deve controllare… perché .. oggi si vuole arrivare ad ogni costo.  

L’ arrivare comunque, a qualunque costo, specie a scapito dell’ambiente e quindi a scapito degli altri, usare metodi  ambientalmente  scorretti,  quindi agire in un contesto di concorrenza sleale, specie nella sfera  produttiva, non trascurabile neanche in quella privata è finalmente divenuto Reato Ambientale con risvolti penali.

Per sviluppare una società  qualitativamente e umanamente giusta, occorre che la vita di comunità si nutra di stimoli e voglie di giustizia sociale.

Nella consapevolezza che  è  la strada giusta e sostenibile anche  eco-ambientalmente,  perché consente a tutti di beneficiare equamente della ricchezza prodotta dal lavoro comune,  in armonia con le leggi che governano il riprodursi delle risorse naturali, e  per il vivere civile e di qualità di miliardi di persone, quante ne potrà ospitare la nostra madre Terra se bene accudita.

Occorre  fare ogni sforzo possibile per sostenere tutte quelle iniziative dirette a:                 

  • liberare il territorio e quindi le comunità  dall’inquinamento in generale,  dal traffico insensato,  dall’abusivismo edilizio, e da un sconsiderato insostenibile e irrimediabile uso del suolo e delle risorse rinnovabili
  • alla assoluta primaria lotta alla corruzione, conseguentemente quindi, alla lotta alle mafie e ecomafie

Per Noi Italiani il rispetto per  l’Ambiente ora,  più di prima,  è da intendersi come un intreccio  inimitabile  di  natura,  cultura,  coesione sociale,  creatività  e punto di forza di tutte le risorse umane più preziose quali:  il paesaggio,  i beni culturali,  il turismo qualitativo,  la difesa delle sostenibili produzioni agroalimentari  e anche  al prodotto genuino made in Italy.

Le soluzioni delle problematiche ambientale a causa dell’indifferenza e dell’egoismo sono difficili, occorre che gli uomini socialmente impegnati a qualsiasi livello debbono  provare  con il massimo impegno  a semplificarle,  e….  per poi successivamente risolverle.

Molti segnalano gli abusi ma non intendono assumersi nessuna responsabilità diretta  lasciando agli altri volontari come noi il compito…. però…..

Chi resta a casa, quando comincia una battaglia e lascia che gli altri combattano per una causa che è anche sua,    deve stare attento: perché chi non partecipa alla battaglia, parteciperà alla disfatta.

Neppure evita la battaglia, chi la battaglia vuole evitare :

perché combatterà per la causa dell’avversario, chi per la propria causa non ha combattuto

                                                               Bertold   Brecht

 

Il rispetto per l’ambiente e il  conseguente rispetto altrui, è la nostra unica risorsa per il futuro dei giovani dei nostri territori,  della nostra Regione e  del nostro Paese e del mondo intero

Gian Carlo Scarrone

 Modello “Contarina” sulla raccolta differenziata, è uno dei punti proposti da Valle Belbo Pulita

Una delle tante osservazioni della Associazione di cultura ambientale Valle Belbo Pulita alla 5° commissione regionale del Piemonte sul “Piano Regionale dei rifiuti urbani e dei fanghi di depurazione 2015-2020” è stata oggi discussa ieri 22 luglio in commissione. La particolare attenzione dei consiglieri regionali ci fa ben sperare, in quanto la stessa osservazione è stata rafforzata da una associazione ambientalista di Novara. Siamo fiduciosi  che dopo la chiusura estiva, a settembre con la ripresa dei lavori venga presa in considerazione dalla Assemblea Regionale del Piemonte. Una considerazione che con dignitoso orgoglio rivendichiamo è comunque sempre la nostra presenza, con nostre proposte, nelle sedi dove si discutono i problemi e vengono successivamente  prese le decisioni.

 Ecco la proposta:  La raccolta Porta a Porta sul modello “Contarina”

La raccolta porta a porta merita di essere estesa il più possibile in quanto permette di collegare la quantità e la qualità del rifiuto raccolto alla singola utenza, di individuare facilmente il produttore del rifiuto, di applicare nei suoi confronti la tariffa puntuale in modo che egli paghi secondo la quantità e la qualità del rifiuto prodotto. In base a questo principio l’ utente è indotto a contenere e di conseguenza ridurre la quantità dei rifiuti prodotti. La produzione di un rifiuto diventa una precisa responsabilità sociale che non induce il soggetto di chiamare la collettività al pagamento in solido. Tale sistema è stato applicato in molte realtà europee e vale la pena di ricordare l’esperienza di Contarina ( http://www.contarina.it/), una società totalmente pubblica che gestisce i rifiuti di 550.000 abitanti per 50 Comuni ed ha portato ai seguenti risultati: ottimizzazione del di utili dati statistici al fine di razionalizzare il servizio, aumento della percentuale di rifiuti differenziati all’ 85%, aumento conseguente della sensibilità dei cittadini e del senso di appartenenza ad una comunità solidale, salvaguardia del decoro del territorio visto come la propria casa, azzeramento del fenomeno dell’ abbandono dei rifiuti lungo le strade perché esse sono viste come un patrimonio pubblico.

Quanto prima subito dopo la calura estiva una nostra conferenza stampa con tutte le nostre osservazioni presentate

Gian Carlo Scarrone

Modello Contarina della differenziata sempre più riferimento nazionale

Una delegazione istituzionale, guidata dal presidente di Commissione Ermete Realacci, incontrerà in settimana i vertici della Società. L’attenzione è puntata sul Modello Contarina e sulle innovazioni tecnologiche studiate dall’azienda.

Parole chiave: contarina (21), rifiuti (26), differenziata (15)
Modello Contarina della differenziata sempre più riferimento nazionale

“Il Modello Contarina di gestione dei rifiuti e le importanti innovazioni tecnologiche, studiate per aumentare la qualità del recupero e del riciclo, rappresentano ormai un punto di riferimento per il Legislatore nazionale”.Lo ha detto il presidente di Contarina S.p.a Franco Zanata, annunciando che nel corso della prossima settimana si terrà un incontro – presso la sede della società trevigiana – con una rappresentanza istituzionale della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera guidata dal Presidente On. Ermete Realacci.“Nell’ottica europea di sviluppo e raggiungimento degli obiettivi legati all’economia circolare, ovvero al massimo recupero dei materiali – ha spiegato Zanata – il Legislatore, chiamato ad affrontare in maniera organica l’assetto complessivo del settore rifiuti in Italia, guarda all’esperienza di Contarina come ad una best practice da studiare e prendere come esempio virtuoso. Non solo in termini di efficienza della raccolta differenziata, che si attesta oltre l’85%, ma anche per quanto riguarda i nuovi impianti da poco inaugurati che consentono maggiori opportunità per il recupero di materiali prima destinati allo scarto.”E’ il caso, ad esempio, dell’innovativo impianto sperimentale per il riciclo dei prodotti assorbenti realizzato in collaborazione con l’azienda Fater spa, nell’ambito del progetto Recall co-finanziato dall’Unione Europea. Installato presso la sede di Lovadina, l’impianto – unico al mondo – tratta pannolini e pannoloni ricavandone plastica e cellulosa sterilizzate, da riutilizzare come materie prime seconde. O anche del nuovo impianto per la valorizzazione del rifiuto riciclabile che permette la separazione e selezione diretta di carta, vetro, platica, metalli ferrosi e non, provenienti dalla raccolta differenziata svolta nei 50 Comuni serviti. “Prendere il nostro Modello come un esempio da seguire – ha concluso Zanata – è un ulteriore riconoscimento della qualità del lavoro e degli investimenti che consentono a Contarina di servire il territorio raggiungendo livelli record di performance ed efficienza nei servizi, che si accompagnano ad una tariffa significativamente più bassa sia della media regionale sia di quella nazionale”.

Da sito web

Pubblicato da: VBP | 22 luglio 2015

A Garbaoli si parla anche di AMBIENTE

GARBAOLI-AD-e-FAM-2015---vo COSA SI FA A GARBAOLI Il campo adulti e famiglie, come tutti i campi svolti a Garbaoli, si fonda sulla riscoperta della centralità della Parola di Dio, che il Concilio ha ri-chiamato con insistenza, cercando di dosare con sapienza gli ingredienti di base: la preghiera e la liturgia, la riflessione personale e il dialogo, il lavoro, il gioco e due parole in libertà. Il tema del campo di quest’anno … … intende offrire l’occasione per una lettura condivisa della nuova enciclica di Francesco, a partire dalla questione della povertà e della “chiesa povera”, individuata dall’AC diocesana come tema base per i campi estivi di quest’anno. I riferimenti del percorso saranno Ascolto e riflessione sulla Bibbia per cercare nella Parola di Dio la guida per imparare a discernere e a riconoscere i segni dei tempi. L’insegnamento della chiesa, con particolare riferimento alla “Laudato sì” e alla “Misericordiae vultus Dialogo con i fratelli per riscoprire l’importanza essenziale delle nostre relazioni e il nostro essere parte di un “popolo in cammino”, confrontarci con alcune esperienze presenti sul nostro territorio. Il metodo: quello ormai “classico” dei verbi: vedere: cercare di comprendere la realtà in cui viviamo giudicare: interpretare questa realtà alla luce della Parola e del magistero della chiesa agire: applicare alla nostra vita quanto si è ascoltato e compreso, quindi la conversione del cuore, il modo di giudicare quanto accade, le scelte di vita concrete, personali e collettive.

BUON LAVORO DALLA ASSOCIAZIONE VALLE BELBO PULITA

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