Pubblicato da: VBP | 13 gennaio 2016

MULTE ALL’ITALIA in ARRIVO PER I RITARDI SUI SISTEMI FOGNARI e IMPIANTI DI DEPURAZIONE

Acqua. grassi , tariffe adeguate per migliorare il sistema idrico. primi commissari del governo già al lavoro grazie a “sblocca italia”

(http://italiasicura.governo.it/site/home/news/articolo1052.html#italiasicura)

SEDIMENTATORE 2 CANELLI WEB

12/01/2016

“Il 15 dicembre scorso la Commissione europea, visti i gravi ritardi dell’Italia nel rispetto della direttiva comunitaria che prevede da oltre dieci anni la messa a norma dei sistemi fognari e depurativi, ha comunicato al Governo che nei prossimi mesi proporrà alla Corte di giustizia europea l’importo delle sanzioni che l’Italia dovrà pagare per non aver risolto i problemi accertati dalla sentenza di condanna del 2012 per 72 agglomerati urbani, situati principalmente nel mezzogiorno; una situazione di crisi diffusa, come è possibile verificare anche dalle informazioni che abbiamo deciso di mettere online sul nostro portale dell’acqua ( www.acqua.gov.it )”. Parte da questo recente passaggio l’analisi di Mauro Grassi, responsabile della Struttura di Palazzo Chigi #italiasicura che si occupa dello sviluppo delle infrastrutture idriche oltre al dissesto idrogeologico.

“Quindi, ha continuato Grassi, se da un lato nel 2016 cominceremo a pagare salate sanzioni, dall’altro gli investimenti necessari a scongiurare le stesse sanzioni stentano ancora a decollare. L’obiettivo è raggiungere livelli di investimento nel sistema idrico simile agli altri paesi europei, e passare dagli attuali 36 euro/abitante almeno a 50 euro/abitante per avvicinarsi agli 80/90 euro/abitante dei paesi più virtuosi del contesto europeo. D’altra parte, secondo Grassi, la sola crescita tariffaria non è sufficiente a risolvere le problematiche di sviluppo delle infrastrutture idriche; le Regioni che presentano il maggior numero di situazioni di infrazione comunitaria sulle fognature e sulla depurazione sono infatti quelle che non hanno attuato la riforma della governance del settore. Se da un lato è necessario che la tariffa cresca in alcune aree del Paese dove i costi del servizio sono storicamente troppo bassi o completamente evasi, è altrettanto importante che si arrivi alla completa attuazione della normativa sulla governance del settore idrico. E’ facile immaginare che anche triplicando le tariffe, senza un gestore efficiente, organizzato e capace di realizzare economie di scala, gli investimenti potrebbero non crescere proporzionalmente alle disponibilità finanziarie e le risorse potrebbero essere disperse in interventi troppo frammentati. Prova tangibile della incapacità di spesa, pur in presenza di risorse, sono i 3,2 miliardi di euro (2,8 miliardi di euro solo per il sud) stanziati per quasi 900 opere tra depuratori, fognature e acquedotti che non sono ancora state nemmeno avviate a gara. Il Governo, che ha messo fin dall’inizio in agenda lo sviluppo delle infrastrutture idriche, è intervenuto con lo “Sblocca Italia”, ponendosi un duplice obiettivo: risolvere il problema strutturale, fissando paletti ben definiti per la costituzione degli Enti di governo degli ambiti, e affrontare la situazione emergenziale prevedendo la possibilità di ricorrere all’azione dei Commissari di Governo per accelerare l’attuazione degli interventi, già completamente finanziati, necessari a superare le procedure di infrazione. Una scelta che ha un impatto considerevole soprattutto sugli interventi da 1,6 miliardi di euro stanziati dalla Delibera CIPE 60/2012 con l’obiettivo di superare le infrazione europee, dei quali 1,1 miliardi di euro solo per la Regione Siciliana”.

“Ad oggi, ha concluso Grassi, grazie alle scelte fatte dal Governo e inserite nello “Sblocca Italia” sono stati nominati commissari governativi per la realizzazione di fognature e impianti per la depurazione nelle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Sicilia. In particolare, in Sicilia il valore degli interventi oggi passati nella gestione del commissario è di oltre 600 milioni di euro. Con i “patti per lo sviluppo” poi, il Governo continuerà a garantire investimenti pubblici nelle situazioni ancora a rischio di sanzioni europee. Segnali chiari della volontà dell’esecutivo di raggiungere risultati concreti in tempi brevi anche nella gestione e nel miglioramento del sistema idrico, riposizionando l’Italia allo stesso livello degli altri partner europei ed evitando di dover sopportare ancora le pesanti sanzioni che a breve ci arriveranno da Bruxelles”.

 

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