Pubblicato da: VBP | 21 maggio 2015

APPROVAZIONE DEL REATO AMBIENTALE

Valle Belbo Pulita è lieta della conclusione positiva dell’iter parlamentare con l’approvazione del Reato contro l’Ambiente

L’Associazione Valle Belbo Pulita nel mese di luglio 2013, ha raccolto sui banchetti 450 firme a Canelli e 60 a Nizza Monferrato.

Infatti durante la raccolta per la proposta di legge popolare “Rifiuti zero” uno dei punti proposti alla firma era la richiesta di trasformare la sanzione amministrativa in reato ambientale.

Vista del Rio Tinella  affluente del Belbo a valle di Neive e a monte di Castagnole Lanze nel settembre 2014

A monte di Castagnole Lanze

Cosa dice la legge approvata martedì, che inserisce nel codice penale italiano cinque nuovi reati contro l’ambiente ?????

Non avendo avuto la possibilità di leggere il testo, riportiamo quanto ha scritto “il Post” sul suo sito.

“La sera di martedì 19 maggio il Senato italiano ha approvato definitivamente il disegno di legge sui delitti contro l’ambiente con 170 voti a favore (PD, SEL e M5S), 20 contrari (Forza Italia) e 21 astenuti (Lega nord). L’approvazione è arrivata dopo una battaglia di vent’anni e, se fosse stata in vigore prima, avrebbe molto probabilmente cambiato diverse sentenze come ad esempio sul caso Eternit

Il disegno di legge era un’iniziativa parlamentare e non governativa: era nato da una proposta di legge del presidente della Commissione ambiente della Camera, Ermete Realacci (vedi foto) del PD, ermeterealaccie da quelle simili del Movimento 5 Stelle e di Sinistra Ecologia Libertà. Con la sua approvazione alcuni cri­mini con­tro l’ambiente non saranno più considerati semplici con­trav­ven­zioni ma reati inseriti nel codice penale italiano, i tempi di pre­scri­zione sono raddoppiati e le pene pos­sono arri­vare fino a 20 anni di carcere.

Cinque nuovi reati In base al nuovo prov­ve­di­mento diven­tano reati l’inquinamento ambientale, il disa­stro ambien­tale, l’impedimento dei con­trolli, l’omessa boni­fica e il traf­fico di mate­riale radioat­tivo.

Inquinamento ambientale Il nuovo articolo del codice penale punisce l’inquinamento ambientale con la reclusione da 2 a 6 anni e con una multa che può andare da 10 mila a 100 mila euro. L’inquinamento ambientale punisce chi provoca «una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili: delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo; di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna».

Sono previste anche delle aggravanti con un aumento delle pene nel caso il reato di inquinamento abbia provocato delle lesioni o la morte di una o più persone. Le pene vengono aumentate in modo progressivo a seconda che ci sia stata lesione semplice, lesione grave, gravissima o morte. Se gli eventi lesivi derivati dal reato sono plurimi e a carico di più persone si applica la pena che dovrebbe infliggersi per il reato più grave aumentata fino al triplo: il limite massimo per la detenzione è 20 anni.

Disastro ambientale Vengono considerati disastri ambientali: «l’alterazione irreversibile dell’equilibrio di un ecosistema, l’alterazione dell’equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali, l’offesa alla pubblica incolumità in ragione della rilevanza del fatto per l’estensione della compromissione o dei suoi effetti lesivi ovvero per il numero delle persone offese o esposte a pericolo». In questi casi le pene vanno da 5 a 15 anni ed è prevista un’aggravante: quando il disastro ambientale viene commesso in un’area protetta o sottoposta a vincolo o causa danno a specie animali o vegetali protette.

Delitti colposi Nel caso in cui i reati di inquinamento e di disastro ambientale vengano commessi per colpa e non per dolo, cioè non intenzionalmente, le pene saranno ridotte fino ad un massimo di due terzi.

Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività Commette questo reato «chiunque, abusivamente, cede, acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, detiene, trasferisce, abbandona o si disfa illegittimamente di materiale ad alta radioattività ovvero, detenendo tale materiale, lo abbandona o se ne disfa illegittimamente». La legge, in questi casi, prevede pene da 2 a 6 anni di carcere e una multa da 10 mila a 50 mila euro.

Impedimento del controllo «Chiunque, negando l’accesso, predisponendo ostacoli o mutando artificiosamente lo stato dei luoghi, impedisce, intralcia o elude l’attività di vigilanza e controllo ambientali e di sicurezza e igiene del lavoro, ovvero ne compromette gli esiti» sarà punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

Associazioni contro l’ambiente La legge prevede specifiche aggravanti nel caso i reati vengano commessi in forma associativa.

Confisca spiega la Stampa: «In caso di condanna o patteggiamento per i reati di inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, impedimento del controllo nonché per i reati associativi il giudice deve sempre ordinare la confisca delle cose che sono il prodotto o il profitto del reato o che sono servite a commetterlo”.

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