Pubblicato da: VBP | 17 agosto 2012

Il pensiero del Consiglio Direttivo di Valle Belbo Pulita

 

 

 

L’Associazione Valle Belbo Pulita, ha seguito con molta attenzione, prendendo anche parte attiva, il processo di elaborazione del Contratto di Fiume dl Belbo. Il Contratto di Fiume è uno strumento, o meglio l’insieme delle regole che una comunità (cittadini, attività, amministrazioni, enti di controllo) ha elaborato e condiviso, allo scopo di individuare le soluzioni più efficaci, per la riqualificazione del Torrente e del suo ambiente. In tale processo, l’utilità pubblica, il valore sociale, e la sostenibilità ambientale intervengono in modo paritario, garantendo una gestione equa, rispettosa delle esigenze di tutti ma soprattutto della salvaguardia del bene comune “acqua”.

Nell’ambito delle azioni previste dal Contratto, assume una rilevanza fondamentale il cosiddetto Regolamento  degli Scarichi, che costituisce una delle principali e più urgenti azioni previste dal Contratto di Fiume del Torrente Belbo,  a favore del miglioramento della qualità delle acque del nostro torrente.

L’Associazione è consapevole delle problematiche sollevate da un tale atto, sia in termini di impegno economico per tutti  (siano soggetti privati che pubblici), che in termini di cambiamento di mentalità richiesto a quanti, a vario titolo, utilizzano un bene comune come l’acqua del torrente Belbo. Ricordiamo che, a tutti gli effetti, effettuare lo scarico in un corpo idrico costituisce un uso diretto della risorsa acqua, in quanto sfrutta la naturale capacità di depurazione del corso d’acqua,  consentendo in tale modo, se il sistema ecologico è “sano”, di chiudere il ciclo biologico. Certo, se quanto viene immesso supera la capacità di carico del corpo idrico, ci si avvia verso un progressivo degrado, con il peggioramento della qualità delle acque e del contesto fluviale in genere, come le ultime valutazioni effettuate dall’ARPA sul Torrente Belbo hanno purtroppo evidenziato.

Per questo, crediamo che l’impegno comune per un regolamento che ponga dei limiti a tale uso della risorsa idrica sia fondamentale, per garantire che il ciclo ecologico venga mantenuto e garantito anche per le generazioni future.

Come Associazione di cittadini che ha a cuore questo problema, ci ha quindi amareggiati non poco apprendere che, ancora una volta, l’approvazione del Regolamento da parte della Cabina di Regia del Contratto di Fiume sia stata rinviata, pare per le differenze ancora esistenti fra le diverse amministrazioni pubbliche che insistono sull’asta del Belbo.  Sappiamo che il fiume non conosce limiti amministrativi, competenze territoriali e altri limiti burocratici,  ma obbedisce a leggi fisiche, riconducibili all’intera estensione del suo bacino idrografico:  è solo in questi termini quindi, che si deve operare per salvaguar-darne e migliorarne la qualità.

L’Associazione Valle Belbo Pulita auspica che tutti siedano al più presto al tavolo della “Cabina di Regia” del Contratto di Fiume e riescano a ritrovare una strategia comune, che possa tenere conto dei  legittimi interessi economici di quanti lavorano intorno al Torrente, ma soprattutto dell’esigenza di salvaguardia di un “bene comune”che appartiene  a soggetti molteplici,  alla collettività di una valle intera.

La “filiera” enologica e in particolare, il mercato del moscato, costituisce attualmente una realtà economica in salute; crediamo che siano sopportabili, da parte degli operatori del settore, modesti investimenti per migliorare in pretrattamento, le acque reflue, agevolando così il raggiungimento degli obiettivi di miglioramento qualitativo delle acque del torrente. Senza trascurare il fatto che ciò potrebbe anche contribuire alla creazione di qualche posto di lavoro, in un momento di crisi generale come quello che l’Italia sta vivendo.

Si sta ormai avvicinando un’altra stagione vendemmiale,  tra l’altro in una situazione di criticità idrica notevole, data la perdurante siccità: non vorremmo doverci preparare ancora una volta all’ennesima colata di liquidi colorati e maleodoranti, che prenderanno il posto della poca acqua rimasta in Belbo.

 Il Direttivo di Valle Belbo Pulita

Canelli 15 Agosto 2012

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