Pubblicato da: VBP | 7 luglio 2010

PROPOSTE della Associazione VALLE BELBO PULITA alla Cabina di Regia

 Ai componenti Cabina di Regia

 Segretario dell’Autorità di bacino del fiume Po

Assessore Ambiente della Regine Piemonte

Assessore Ambiente della Prov. di Asti

Assessore Ambiente della Prov. di Alessandria

Assessore Ambiente della Prov. di Cuneo

Sindaco del Comune di Bergamasco

Sindaco del Comune di S. Stefano Belbo

Assessore Ambiente del Comune di Canelli

Assessore Ambiente del Comune di Nizza M.

 Ai componenti Segreteria Tecnica

 Provincia di Asti (Coordinatore)

Provincia di Cuneo

Provincia di Asti

Rappresentante Comuni dell’Asta del Belbo

Per Conoscenza

Presidente Acquedotto Valtiglione S.p.A. S. Marzanotto

Presidente S.I.S.I S.p.A. Alba

     Il direttivo di questa associazione, riunitosi in data  8 giugno 2010,  ha esaminato   il testo del  Contratto di Fiume del Torrente Belbo. Alla luce anche dei chiarimenti  avuti dalla dott. ssa  Franca Varvello in data 31/5/2010  si dichiara deluso  che un rappresentante dell’ associazione “ Valle Belbo Pulita” non sia stato  inserito all’interno della Cabina di Regia anche senza diritto di voto, ma solo per poter esprimere in quel consesso le nostre sensibilità, le nostre conoscenze ed esperienze sul problema dell’inquinamento del Belbo.

        Come si può vedere dal verbale del direttivo, stessa data, si è unanimemente deciso  comunque di sottoscrivere Il Contratto di Fiume Belbo.   E’ impegno del Direttivo continuare  la nostra collaborazione con chi ci vorrà consultare, con chi ci vorrà sentire, garantendo sempre il nostro impegno costruttivo.

      La soluzione del problema dell’inquinamento del torrente Belbo è diventata  indifferibile   a causa dell’ elevatissima  antropizzazione della media Valle Belbo  e del suo affluente  Tinella. Tale situazione  non permette a nessun’ Autorità territorialmente competente ulteriori dilazioni o distrazioni, nè  interventi dolosi da parte di nessuno,  pena il declino della Valle Belbo.       Con questo spirito e con l’atto della sottoscrizione intendiamo segnalare alle autorità competenti  in indirizzo uno dei principali problemi che a nostro parere  che se non affrontato contemporaneamente all’adeguamento dell’impianto di depurazione di S. Stefano Belbo, di cui stiamo assistendo fiduciosi all’evolversi, potrebbe vanificare ogni sforzo sia della Regione  Piemonte che dei gestori SISI.

In particolare

Allegato B Abaco delle Azioni Punto I Riduzione Inquinamento delle acque

AZIONE 1.8

“La definizione pilota di un Piano di gestione delle acque meteoriche previsto solo per i comuni di Canelli, Nizza Monferrato e S. Stefano Belbo (estendibile in seguito)…”

      La quantità delle acque meteoriche che attualmente vengono  convogliate  al  depuratore di S. Stefano Belbo gestito dalla SISI  e  provenienti dai  comuni di Castagnole Lanze,  Coazzolo, Costigliole d’Asti,  Castiglione Tinella,   Calosso,   a  nostro parere è sproporzionata  anche alla migliore e ipotizzabile portata nella soluzione finale dell’impianto.

       Ciò comporta enormi problemi di velocità di transito delle acque nel depuratore e conseguentemente  (come è già successo) , il possibile by-passaggio di acque di lavaggio di fognatura direttamente nel torrente Belbo, che in  estate  è caratterizzato da una nota cronica carenza idrica. Sempre che qualche attività produttiva scorretta, (come soventemente è successo) non approfitti anche per svuotare vasche di reflui accumulate come da cattiva e ripetitiva abitudine. Se poi questo avviene ad esempio in Luglio od Agosto o Settembre  e le precipitazioni  tempora-lesche avvengono  solo nella Valle Tinella  e non in valle Belbo, lo scarico dell’eventuale troppo pieno dell’impianto avviene in un torrente con minima quantità  di acqua proveniente dalla valle Belbo e quindi senza o con irrilevante cambio idrico. I residui di  queste acque nere bluastre puzzolenti, che a valle conosciamo da tempo,  restano  come, sempre  è avvenuto, depositati sul fondo del torrente fino alla stagione di piogge abbondanti, distruggendo ogni forma di vita acquatica.

       Nella nostra società odierna che deve anche pensare al risparmio energetico infine non sono neppure irrilevanti i costi energetici spropositati per il sollevamento di reflui che normalmente potrebbero raggiungere le acque superficiali  senza nessun problema per l’ambiente acquatico e per le sue forme di vita.  

        Occorre spostare su queste comunità ogni attenzione, ogni sforzo da parte di tutti ed anche le eventuali disponibilità finanziarie andrebbero dirottate  su questi comunità, per la soluzione del problema e nell’interesse di tutte le comunità a valle

      Occorre quindi che per prime siano le succitate amministrazioni a provvedere nei loro strumenti urbanistici che i nuovi insediamenti civili e produttivi prevedano la separazione delle acque meteoriche e progettino quindi fognature separate, per le acque reflue da inviare a depurazione e per le acque meteoriche, da inviare nei corsi d’acqua superficiali.      Anche nei rifacimenti di tratti di fognature miste occorre posare le due condotte di scarico, una per le acque reflue, una per le acque meteoriche.

Allegato B Abaco delle Azioni Punto VI Miglioramento Assetto Geomorfologica

AZIONE 6.3

“Manutenzione della vegetazione ripariale nei tratti urbani dei Comuni dell’asta del Belbo, al fine di garantire adeguate condizioni di deflusso delle piene…….”

I TEMPI SONO TROPPO LUNGHI

         In riferimento alle nostre  “Osservazioni sulle criticità idrauliche lungo il Torrente Belbo”,a suo tempo presentate, facciamo rilevare in quel contesto abbiamo notato che per la messa in sicurezza totale dell’intero bacino del torrente Belbo i numeri  evidenziano che le somme totali in metri cubi della capacità di casse di espansione sono  ancora  circa la metà di quelli ipotizzati. di 4.350.000 m/cubi.

        Inoltre le comunità della Media Valle Belbo sono molto simili per la presenza pesante delle opere di difesa rigide, all’interno dei centri urbani (muri in cemento). Quindi in generale per i tratti di torrente all’interno dei centri urbani a  Canelli, Nizza M., Incisa S., Castelnuovo Belbo, occorre che venga programmato con scadenza periodica da parte dell’AIPO il taglio di alberi che a causa della vicinanza del corpo idrico raggiungono in breve tempo anche altezze considerevoli e un diametro di 30-40 cm.

        Intendiamo inoltre ulteriormente segnalare anche con insistenza che durante la piena dell’aprile 2009 la prismata sotto il ponte di corso Libertà a Canelli è stata trascinata via dalla corrente lasciando scoperte un lungo tratto di palancole in ferro che ora non più coperte si stanno ossidando.  Occorre urgentemente un pronto intervento.

Una opportunità da Costruire con i legislatori Regionali del Piemonte

       Infine per semplificare le cose occorre che tutti i soggetti concordino che con la soppressione degli ATO come da decreto 25 gennaio 2010 convertito con legge n.42 del 6-3-2010,  è assolutamente importante anzi indispensabile che tutto il bacino idrografico di un fiume o torrente deve essere controllato da un unico ente o soggetto qualunque esso sia perché l’acqua non ha confini politici o territoriali, scende da monte a valle portando la vita e il benessere o trascinando veleni e la morte o la rassegnazione.

 il presidente Gian Carlo Scarrone

Canelli 09/07/2010                                                 Scarrone Gian Carlo

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