Pubblicato da: VBP | 19 marzo 2010

Incontro della delegazione di Valle Belbo Pulita con la Presidente della Provincia On. Armosino

PROPOSTE della  ASSOCIAZIONE VALLE BELBO PULITA   alla Presidente della Provincia di Asti On. M.T. Armosino  marzo 2010

Punto 1 – Attribuzione delle competenze di gestione e controllo  

Riteniamo sia da ridiscutere un nuovo accordo, secondo criteri di maggiore logicità, tra le Province di Asti e Cuneo, per la rideterminazione delle attribuzione delle competenze degli ATO sull’area afferente al Consorzio ex CIDAR. Crediamo che sia necessario che la funzione di controllore, sul sottobacino del Rio Tinella e sul bacino del Torrente Belbo, per la parte in provincia di Cuneo, dal Comune di Cossano Belbo fino al confine con la provincia di Asti, sia da attribuire all’A.T.O. n.5 di Asti e non a quello di Cuneo.  Dal punto di vista del numero di abitanti e della superficie complessiva (oltre che per quanto riguarda la presenza di attività produttive), risultano infatti prevalenti i 4 comuni appartenenti alla Provincia d’Asti:

  1. Castagnole delle Lanze
  2. Costigliole d’Asti
  3. Calosso
  4. Coazzolo

rispetto ai 3 comuni appartenenti alla Provincia di Cuneo:

  1. Cossano Belbo
  2. S.Stefano Belbo
  3. Castiglione Tinella

Punto 2 – Controllo degli scarichi

Organizzare, in accordo con le strutture A.R.P.A. delle Province di Asti e di Cuneo un mirato e particolareggiato controllo degli scarichi durante questo periodo di transizione (in cui il nuovo gestore sta mettendo a regime l’impianto di depurazione di S. Stefano Belbo), in modo che vengano ridotti i rischi di scarichi abusivi, mettendo a rischio il risultato finale.

Punto 3 – Prelievi ad uso irriguo 

 E’ indispensabile che nelle stagioni caratterizzate da un regime di portata di magra (stagione estiva-inizio autunno), venga organizzato, mediante un analogo accordo tra le Province di Asti e di Cuneo, un sistema di controllo dei prelievi irrigui, per garantire l’assoluto rispetto del Deflusso Minimo Vitale del torrente, anche in rapporto alla quantità delle acque reflue scaricate. Tale quantità non deve assolutamente essere derogata.

Occorre organizzare, per la stagione irrigua, uno specifico crono-programma  di prelievo, rigidamente distribuito nell’arco delle 24 ore.

In particolare dovranno essere specificate alle singole autorizzazioni:

  • Mese / Giorno / Ora         
  • Quantità di prelievo ammessa per ogni ora
  • Durata del prelievo in ore

Tale crono programma dev’essere fatto rispettare rigidamente, essendo l’acqua presente solo in determinate quantità, durante la stagione estiva.

Va distribuita quindi, con criteri di equità per tutti gli abitanti e di rispetto per la risorsa stessa, come si è fatto in passato e come si fa tuttora nei principali consorzi irrigui.

       Il Presidente

 Scarrone Gian Carlo

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