Pubblicato da: VBP | 20 febbraio 2010

Intervento di VALLE BELBO PULITA sul VAS al convegno di S.Stefano Belbo

Intervento di  G.C. Scarrone al Convegno

Buongiorno a tutti, autorità, sindaci, assessori Con piacere che vi annuncio che ho avuto  l’incarico di rappresentare anche la  Consulta delle Associazioni Ambientaliste della Provincia di Asti   e porgere a voi i saluti da parte della sua presidente signora Marisa Valente.

L’associazione Valle Belbo Pulita è una associazione  serena , obbiettiva,  sorta  perché  si è creato un gravissimo problema ambientale al torrente Belbo,  il corso d’acqua di cui ora  si sta  esaminando il  VAS,   anzi noi,  anche gli obbiettivi.

Riteniamo che per raggiungere il consenso sugli obbiettivi che il Contratto di Fiume  propone,  occorre basare  tutto  sul  confronto  e la negoziazione con tutti gli attori e quindi tutti i soggetti della Valle Belbo  coinvolgendoli per  poter attivare i progetti di riqualificazione  ambientali e territoriali integrati fino al raggiungimento degli obbiettivi finali.

Strategicamente  è importante e necessario che comunità simili,  dove necessita  mitigare l’ impatto sull’ecosistema acquatico, dovuto alla presenza di opere di difesa rigide  e  dove si è  accentuata nei tempi, l’ arti-ficiosità dell’asta fluviale,  siano da  considerare in  un quadro unitario, tutte le comunità che hanno caratteristiche simili anche di compromissione.

L’obbiettivo previsto per una maggiore fruibilità dell’area fluviale, richiede prioritariamente un netto e consistente  miglioramento qualitativo delle acque del fiume,  che si consegue,  sia con la corretta gestione degli impianti di depurazione, che degli scarichi civili ed industriali.

1°Quindi la convinzione di tutti i soggetti della Valle Belbo, 

Amministrazioni   locali,  Produttori, Aziende di ogni tipo, Cittadini e loro Associazioni, che è  indifferibile e  prioritario  un netto  miglioramento del sistema fluviale del Belbo.

Per ottenerlo occorre la collaborazione di tutti senza la quale non si ottiene nulla anzi si  procederà a un persistente degrado

 2° Miglioramento del rischio Idraulico e del dissesto idrogeologico,  

 Anche in questo caso senza un coordinamento tra gli enti preposti, e senza la  collaborazione delle Comunità  si ottengono solo soluzioni parziali e non risolutive

La soluzione di tutte le problematiche relative al comprensorio fognario efferente il depuratore  posto nel territorio di S. Stefano Belbo è la soluzione indifferibile e determinante, ma non solo.  Altri scarichi abusivi incontrollati,  vanno individuati e governati dalle autorità competenti.

E ‘ su questo punto che intendiamo soffermarci e porre l’attenzione a tutti i soggetti che  risiedono all’interno dello lo spartiacque del bacino della valle del Belbo. Occorre essere consapevoli che  questo genere di problematiche  non si risolvono singolarmente, ma solo collaborando con le amministrazioni competenti territorialmente,  Comuni,   Province,ATO, con le  autorità competenti al controllo, ARPA ,  ed  è  infine determinante la  collaborazione con i  Gestori  degli impianti di  depurazione che hanno in mano la governance della raccolta trasporto e depurazione delle acque reflue.

E’ il gestore che è il responsabile dei processi,  ed anche lo stesso è tenuto a rispettare le norme di  autorizzazione per lo scarico nelle acque superficiali, nel nostro caso il  Belbo normalmente e per  nostra  sfortuna in quasi perenne carenza idrica. Il gestore è anche  il soggetto che comunque deve fare rispettare le regole ai conferitori, e denunciare violazioni e inadempienze.

Il gestore dell’impianto di depurazione , non ha la possibilità di ricevere sempre e comunque  quantità incontrollate di acque reflue, con una qualità in COD sempre crescente, il depuratore ha una ben specifica  potenzialità e che deve avere uno spazio residuo di sicurezza (fattore K) di un buon 20%  per le eventuali emergenze quindi, o / e si collabora tutti assieme o il problema  non si risolve.

Scaricando i costi in qualità della vita sulle comunità a valle, inoltre si allontana l’enoturismo dai nostri  territori, dai territori della Valle, compreso anche in quelli che creano il  problema.  Quindi……..serve una sola …..cosa   Collaborazione……….!

1.7   VAS     La definizione pilota di un Piano di gestione delle acque meteoriche,  previsto solo per i comuni di Canelli, Nizza Monferrato, e S. Stefano Belbo, (estendibile in seguito)  va subito pensato integrato con  i comuni di Castagnole Lanze,  Costigliole d’Asti,  Castiglione Tinella, Colosso, Cossano Belbo in quanto  convogliano una parte sproporzionata di reflui meteorici all’impianto di depurazione con enormi problemi alla velocità di transito nel depuratore e conseguentemente  una scadente depurazione con costi energetici spropositati, per l’ odierna società, che deve pensare anche al risparmio energetico.

Quanto detto vale anche per i Comuni di Incisa Scapaccino e Castelnuovo Belbo. Le acque meteoriche vanno separate e inviate nei corsi d’acqua superficiali

Occorre quindi che le citate amministrazioni, prevedano nei loro piani regolatori, negli strumenti urbanistici,  che i nuovi insediamenti civili e produttivi, prevedano la separazione delle acque meteoriche e progettino quindi fognature separate, per acque reflue da inviare a depurazione e acque meteoriche da inviare nei corsi d’acqua superficiali

Anche nei rifacimenti di tratti di fognature miste occorre posare le due condotte di scarico, una per le acque reflue , una per le acque meteoriche.

Le nostre osservazioni sul riequilibrio del bilancio Idrico

 Nelle estati gli anni  2007 – 2008  Il Belbo era completamente asciutto a 4 o 5 km. a valle delle sorgenti,  nel  tratto  che va dal ponte della strada Mombarcaro – Paroldo  (CN)  fino a S. Benedetto Belbo. Percorrendo a piedi il tratto citato e per tutto il fondovalle per  6-7 km. circa fino  al ponte  sul Belbo nel Comune di S. Benedetto Belbo (CN)  non si è trovata  più nessuna traccia di acqua, neppure stagnante.  Solo a 200–300 metri a monte di suddetto ponte si immetteva  e alimentava il Belbo un ruscello laterale sinistro di 3 o 4  litri / sec.

  • E’ indispensabile nella stagione estiva, un accordo tra le Province per il controllo dei prelievi, per far si che il minimo vitale per il torrente, anche in rapporto ai reflui scaricati  non  venga prelevato.

Occorre organizzare rigidamente durante tutto l’arco delle 24 ore un specifico crono-programma  di prelievo,  particolarmente definito specificando:

  • mese / Giorno  / Ora.         
  • Quantità di prelievo  ammessa per ogni ora.
  • Per quante ore  può essere effettuare il prelievo.

da fare rispettare rigidamente, essendo l’acqua presente solo in quella quantità e solo in quella,

 Va distribuita quindi come si è  fatto sempre nei tempi passati, dove c’era il rispetto dell’acqua e degli altri, e come  si fa tuttora in tutti i seri consorzi irrigui. 

Per quanto su esposto noi  proponiamo  che siano inseriti nella Cabina di Regia anche i Sindaci  o rappresentanti delle Amministrazioni  di un comune della Val Tinella dei comuni di  Calamandrana, Incisa Scapaccino, Castelnuovo Belbo, perché sono Comunità che dal punto di  vista Idraulico  e  della canalizzazione del Belbo tra i muri in cemento, degli insediamenti Industriali, della tipologia delle acque reflue, nella valle Belbo  sono simili o hanno le stesse criticità da dover affrontare.

Noi facciamo richiesta ufficiale alle autorità competenti,  Regione, Provincia, e Comuni che un rappresentante di Valle Belbo Pulita,  la  nostra associazione  venga  inserito all’interno della Cabina di Regia, ove  non  fosse  possibile  a  pieno titolo, anche  senza diritto di voto,  solo  per  poter esprimere in quel consesso le nostre sensibilità, le nostre conoscenze ed esperienze sul problema dell’inquinamento del Belbo rilevate dai singoli in tantissimi anni di osservazione, con occhi di chi ha sempre visto l’acqua del Belbo, la natura  della nostra valle, con la pena nel cuore, quando si vedeva  che il degrado continuava ad aumentare. grazie

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