Pubblicato da: VBP | 18 novembre 2009

ACQUA BENE PUBBLICO

                            

 
                         Gentilissima Presidente On. Armosino
                                     Provincia di Asti Piazza Alfieri
                                                                           14100 ASTI
OGGETTO: ACQUA BENE PUBBLICO
In Italia il giro di affari sull’acqua è di oltre 2.500 milioni di euro con 580 milioni di investimenti. Una torta che fa sicuramente gola a molti e da qui in avanti sarà a disposizione delle grandi imprese a scapito della gestione pubblica la quale disponendo di cifre inferiori al 30 % difficilmente potrà contrastare gli ulteriori rincari tariffari (magari giustificati dall’adeguamento alle tariffe europee).
Tutto ciò avviene in Italia mentre in Gran Bretagna ed in Francia si torna indietro o meglio il pubblico cerca di riacquistare dai privati quote di mercato che permettano di poter fronteggiare adeguatamente la qualità degli investimenti ed contenimento del le tariffe.
La nostra associazione di ben 966 iscritti in meno di un anno  ha aderito al
Comitato Artigiano a favore delle Acque Pubbliche
Conseguentemente
La preghiamo di farsi promotrice al principio  che l’acqua è un bene pubblico
1.  Non è detto che per evitare le inefficienze si debba consegnare  in mano tutto ai privati
2.  Si può anche dare in gestione ai privati ma che le società che si vanno formando siano almeno al 51 % in possesso di enti pubblici o di diritto pubblico  o se hanno meno azioni del 51%  si creino e siano in possesso di azioni privilegiate, che ne possano determinare gli indirizzi
3.  Occorre che comunque almeno in  ogni tipo di accordo, contratto, formazione di consorzi, pubblici  privati non sparisca mai il termine  che la risorsa acqua è un Bene Pubblico  altrimenti se sparisce il termine citato il bene acqua che sta diventando sempre più rara, verrà gestito da professionisti del profitto, nazionali o multinazionali creando unicamente e solo profitto privato
4.  Se passasse il principio che l’acqua non e più un Bene Pubblico, di cui tutti ne hanno il diritto di usufruirne, penso che Un bicchiere d’acqua  in futuro potra essere negato a chicchessia
(Come dal libro I signori della sete di Sergio Grea)
Non osate pensare e non illudetevi, che nel giro di qualche decennio, con la carenza idrica a cui andiamo incontro, le cose che ci sono state  illustrate dal succitato scrittore anche da noi non succedano
Grazie per l’attenzione che Vorrà porre a questa nostra cordiali saluti
Per Valle Belbo Pulita Il Presidente Gian Carlo Scarrone
 Canelli 16/11/2009
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