Pubblicato da: VBP | 17 novembre 2009

Comunicato Novembre 2009

Al termine della stagione vendemmiale il direttivo dell’associazione “ Valle Belbo Pulita” ha fatto il punto della azione svolta a tutela della qualità dell’ acqua del torrente Belbo. Indubbiamente hanno  ragione per nutrire un certo cauto ottimismo in quanto   non si sono più viste  quelle  nefaste ondate di acque nere  nè sentiti i miasmi insopportabili   che tanto hanno allarmato la gente  nella scorsa estate. A migliorare la situazione hanno anche contribuito le piogge un po’ più abbondanti degli scorsi anni che determinando una maggior portata del corso d’ acqua e quindi una diluizione delle acque di scarico leggermente migliore. Però non sono state solo le piogge a determinare il miglioramento. Per avere allora puntuali informazioni sull’ opera svolta dall’ associazione a tutela delle qualità delle acque abbiamo sentito il presidente Gian Carlo Scarrone.

“Innanzi tutto devo dire che la nostra azione  di sensibilizzazione e di denuncia in questi mesi è stata costante – ci ha detto Scarrone -. Abbiamo  avuto incontri con tutte le amministrazioni dei paesi che si affacciano sul Belbo e con i loro rappresentanti abbiamo discusso   del problema.  In modo particolare per la volontà, in questo momento si sono distinte quelle di Santo Stefano Belbo e di Cossano Belbo.

A Santo Stefano Belbo il sindaco si è avvalso della collaborazione dei volontari della protezione civile che costantemente, durante la vendemmia, sono stati impegnati nel controllo del territorio, riferendo al  sindaco  su ogni comportamento scorretto riscontrato  da parte delle aziende locali. In alcuni casi il sindaco ha richiamato al rispetto delle regole i responsabili dell’ inquinamento. Questa vigilanza continua ha fatto sì che i  casi eclatanti siano stati ridotti a poche unità.

Anche da parte del sindaco di Cossano c’ è stata una fattiva e costante collaborazione. In questo caso è stato il sindaco stesso con altri suoi collaboratori a fare da vigile e da controllore dagli scarichi aziendali e questo impegno ha dato un deciso apporto al miglioramento della qualità delle acque del Belbo.”

Abbiamo poi chiesto a Scarrone di parlarci della conduzione del depuratore CIDAR.

“Dal mese di luglio – ci ha detto il presidente – la gestione del depuratore è passata alla SISI di Alba. Prima di assumere la gestione la SISI ha contattato tutte le aziende della valle Belbo e Tinella.  Le precedenti autorizzazioni tra il CIDAR e le aziende stipulate negli scorsi anni sono state revocate, perché il depuratore attualmente è in grado di depurare quasi esclusivamente le acque civili e una minima parte quelle provenienti dalle industrie. Le aziende quindi sono state obbligate a  scaricare in fognatura solo la parte concordata con il gestore,  e quindi alla raccolta e al trasporto delle  loro acque reflue  in supero, al depuratore di Govone. (CN)

Infine una collaborazione su come risolvere i problemi la nostra associazione l’ha anche stabilita con il nuovo gestore,  in questo modo tra la nostra attenzione e l’impegno della SISI si sono ottenuti qualche buon  risultato, naturalmente in rapporto alla potenzialità ed all’efficienza dell’impianto. E’ un impianto da ristrutturare  e da potenziare urgentemente, per farlo occorrono notevoli impegni finanziari.  La gestione comunque è stata molto accorta e tutti  quelli  che transitavano da quelle parti hanno potuto constatare  che presso il depuratore operavano costantemente diversi persone addette al suo funzionamento. Il gestore dal canto suo molto spesso provvedeva ad immettere nell’ impianto grandi quantità di ossigeno per migliorare le prestazioni dell’ impianto”.

Allora il problema è risolto?

“Sarebbe troppo bello aver risolto un problema così complesso in un solo anno  di attività. L’ associazione rimane sempre vigile perché  purtroppo certi comportamenti illeciti possono ripetersi in ogni momento. C’è poi da considerare la criticità della nostra valle: scarsa portata del torrente e grandi quantitativi di acque reflue da depurare per di più concentrate in una sola stagione dell’anno. Per parlare di problema risolto poi occorre che il nuovo gestore riesca a reperire i fondi per il potenziamento del depuratore come si è di fronte a noi impegnato. Noi rimaniamo vigili. In questa nostra opera è consolante il fatto che la gente ci segue. Recentemente, dopo la pausa forzata attuata durante la campagna elettorale, abbiamo ripreso l’ opera di raccolta di adesione dei   cittadini all’ associazione. Ora stiamo avvicinandosi al migliaio di adesioni, diventando l’associazione più numerosa in provincia di Asti in campo di protezione ambientale. Questa è la nostra forza”.

Romano Terzano

01 Novembre 2009

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