Pubblicato da: VBP | 3 marzo 2009

MEMORIA 28 Febbraio 2009 Conferenza dei servizi Cuneo

Memoria per l’Ambito Territoriale Ottimale A.T.O. 4 CUNEO

 Una prima  pesante  avvisaglia a metà Agosto 2008,   ai primi di Settembre 2008 le acque del Belbo, il nostro torrente sono state  interessate da un inquinamento di una  inaudita intensità e violenza con conseguente degrado ambientale dell’intera asta del torrente e del relativo ecosistema.Non era più un torrente ma una fogna  a cielo aperto. Acque nere, bluastre, tendenti a un inteso ceruleo, molto maleodoranti, con miasmi persistenti nell’arco di tutte le 24  ore.  

Lo stato delle acque del torrente se così si potevano ancora chiamare avevano raggiunto condizioni tali da paventare anche conseguenze possibili di carattere igienico sanitarie, con molestie persistenti alla popolazione.

Alcuni cittadini nelle case lungo il torrente ( anche centinaia di metri), e turisti in visita a Canelli  per la manifestazione Canelli Città del Vino sono stati presi da conati di vomito.

Queste condizioni sono state subito segnalate dal Sindaco, dal Consiglio Comunale di Canelli con un Ordine del giorno approvato all’unanimità, e da singoli cittadini a tutte le autorità competenti con richiesta di interventi immediati e risolutori.

La popolazione è stata sottoposta successivamente e per molto tempo circa 3 mesi  a continue esalazioni maleodoranti provenienti dal letto del corso d’acqua.

Quella era la situazione, il  Belbo non era,… non era più.., il nostro torrente non esisteva più

Non era certamente H2O + qualche minerale + la relativa durezza in KH o in gradi francesi, nè, come la definisce l’enciclopedia “l’Acqua  è un liquido incolore, inodore e insapore”, insapore non so, non ho  avuto certamente il fegato per assaggiarla, ma incolore  e inodore, lascio a tutti quelli che hanno visto  e odorato  il giudizio. (abbiamo tutti gli occhi per vedere il naso per odorare e il cervello  per giudicare)

Successivamente  dicembre–gennaio anche dopo piogge di una certa importanza, anche intense, che hanno provveduto a pulire il fondo, l’inquinamento si è ripetuto non di quella pesantezza  anche perché la portata d’acqua del torrente era decisamente superiore. (Acque nere bluastre, odore anche intenso che si dissolveva in 6-8 ore lasciando comunque nuovamente deposito limaccioso di colore ceruleo sul fondo) Vi ho tediato con questa ricostruzione che certamente conoscevate, ma possiate rendevi realmente conto che la città di Canelli in particolare  ha subito  una violenza inaudita , le comunità a valle anno avuto la metà dell’inquinamento misurato in COD,  mentre al ponte di Corso Libertà  di Canelli  i COD erano 430 circa,     invece  a valle del depuratore della città di Canelli  i COD  rilevati erano 230, effetto dovuto alle acque effluenti la depurazione di Canelli, che hanno quindi diluito le acque provenienti da S.Stefano Belbo.

Quindi le comunità a valle hanno avuto un effetto dell’inquinamento attenuato rispetto alla cttà di Canelli.   E’ da queste circostanze che nascono le associazioni ambientaliste come la nostra                                                                                                

                                  VALLE BELBO PULITA                                                     

                                            non è stato possibile farne a meno

Canelli è stata , ed è tuttora in questo campo una città virtuosa da quasi  26 anni depura le acque reflue da quando ha  costruito il primo depuratore della valle e immesso quindi nel Belbo acque depurate sobbarcandosi da sola e per prima l’onere a beneficio di tutte le comunità a valle, anzi ha cominciato a costruire nelle nuove zone di ampliamento fognature separate per le acque pluvie da avviare direttamente nel torrente senza  aggravare il depuratore,  e con relativo risparmi energetico 

L’amministrazione della città di Canelli tramite i suoi funzionari e consulenti tecnici ha sempre valutato attentamente la qualità e la quantità delle acque reflue provenienti  dagli insediamenti civili, e quelle in abitanti equivalenti delle attività produttive, siamo sempre stati consapevoli che un impianto di depurazione, può essere gestito bene se la quantità

di acque reflue e la qualità delle stesse espresse in abitanti equivalenti raggiunge i 2/3 della reale potenzialità dell’impianto di depurazione,   assolutamente non è lecito  superare i 3/4  il restante spazio residuo di 1/4  deve essere assolutamente( a nostro parere) lasciato libero per eventuali emergenze. Quanto più la quantità e la qualità delle acque reflue si avvicina ai 4/4 e quindi alla curva del limite massimo può succedere che passi in stato di anaerobiosi e il tutto non funziona più , e rimettere a regime nuovamente l’impianto non è così semplice e immediato

Occorre  essere tutti consapevoli , gestori, attività produttive, cittadini, che il tutto funziona correttamente, se c’è collaborazione, ad esempio, un attività produttiva deve scaricare correttamente la qualità e la quantità giornaliera indicata nella autorizzazione dell’ente gestore dell’impianto.

Se quella succitata attività produttiva, nella stessa giornata scarica da  3 a  4 volte la quantità giornaliera autorizzata, va ad occupare in  parte lo spazio residuo dell’impianto di depurazione, non parliamo poi se questa operazione viene fatta da  più attività produttive contemporaneamente.

Tutti assieme dobbiamo essere  consapevoli che l’acqua sta diventando  sempre  più scarsa e che abbiamo il DOVERE  di lasciare alle generazioni  future, non troppo lontane, ai nostri figli, un ambiente vivibile, in un discreto  benessere.

Ritengo che ci sia un falso tornaconto a non fare funzionare i depuratori, o a farli funzionare con pressappochismo non è pensabile valutare il  profitto di una scorretta gestione delle acque raffrontando alla eventuale sanzione, è veramente giunta l’ora di ripensare ad una corretta  gestione delle acque, che sono un Bene di tutti.

Un gestore di  impianti di depurazione sia pubblici che privati non  può certamente solo limitarsi a pensare  che deve fare unicamente e solo profitto, un impianto di depurazione è un grande costo, costo che tutti dobbiamo accollarci proporzionalmente a quanto inquiniamo.

Dobbiamo essere consapevoli che  lo scopo di un impianto di depurazione è quello di restituire acqua il più possibilmente pulita, nei fiumi o torrenti,  specie in un torrente come il  Belbo, cronicamente in carenza idrica.

Questa è una partita che deve essere gestita con la massima  flessibilità  di  mezzi  e operatori presenti nell’impianto, operatori professionalmente preparati, anche a gestire eventuali emergenze improvvise.

Il fiume scorre da monte a valle, trascinando l’acqua o i veleni.

Solo collaborando tutti assieme potremo cominciare a risolvere questi gravi problemi.

La gente della valle sembrava  rassegnata a questo declinante destino.

UNA COMUNITA’ RASSEGNATA NON HA UN FUTURO

Io non mi sono mai rassegnato e non mi rassegno, con  altri cittadini che non si rassegnano, abbiamo costituito trasversalmente l’associazione  pronti a fare il   nostro  dovere di costante vigilanza affinché vengano rispettate almeno le leggi,  anche se per un torrente come e il Belbo con una cronica carenza di acqua occorrerebbe  andare oltre e depurare il più possibile  superando anche in modo più restrittivo  le attuali tabelle di legge.

Ma questo anche se lo desideriamo lo possiamo solo  auspicare

.                                           per Valle Belbo Pulita il presidente

                                                        Gian Carlo Scarrone

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